Papaveri rossi e campi fioriti.
Nuove aperture e nuovi inizi.
Foto Poppy Sweet Poppy di FotoRita
lunedì 5 gennaio 2009
lunedì 22 dicembre 2008
lunedì 15 dicembre 2008
Plagi e miraggi
Ultimamente mi è capitato di essere stata copiata. Un plagio integrale.
Non sono riuscita a vedere il lato gratificante, qualcuno che evidentemente ti ritiene brava a raccontare, ad usare le parole, ho avuto solo la spiacevole sensazione di essere stata violata. Rapimento di testi e pensieri. Come se avessero preso una parte di me, la più privata, la mia immagine su uno specchio che distorce la realtà, amplifica le emozioni e le rende riflessioni.
Mi sono arrabbiata (possedendo ancora un forte concetto della giustizia) ho cercato il fare il possibile per sconfiggere il nemico.
Pare che ci sia riuscita. Le mie storie, le analisi serie e non, sono reali, inventate a metà, ma sono sempre un’attenta osservazione del mondo, vicino e lontano.
Scrivo storie, ma da testarda e cocciuta quale sono – come mi ha ricordato qualcuno – mi sono accorta che non vivo di miraggi, né di plagi.
Vivo e basta. Certi giorni è pure molto divertente
E da oggi terrò gli occhi ancora più aperti, ma continuerò imperterrita ad annaffiare la creativit
lunedì 8 dicembre 2008
E' così e basta
Ho letto recentemente che se c’è una cosa che contiene “torture ripetute” è una storia d’amore.Si scrive d’amore: poesie, canzoni, racconti, drammi e opere. Si respira. C’è chi imbratta muri, nella disperata ostinazione di tenere ciò che è perduto. In posti uguali e diversi, perché duri di più.
Prima o poi finisce. Invece qualcuno dice che non è finita finchè non è finita.
L’uomo giusto, la donna giusta: perché non si finisce mai di aspettare?
Forse la risposta è che c’è una cosa che resiste al tempo, all’arterosclerosi, all’osteoporosi: l’amore.
Lo sanno i quindicenni, ma anche i sessantenni. Ho conosciuto una persona speciale che si era innamorata a sessant’anni, quello sguardo non lo dimenticherò mai. Era come un proclama alla speranza. Amore e disamore vanno e vengono secondo la legge del caso, delle coincidenze e del caos. E’ forse è sempre quest’ultimo a prevalere.
C’è chi cerca la persona giusta. Come se esistesse, come se non si trattasse di fermarsi ad un certo punto, rimuovere il passato, impegnarsi nel presente e affrontare il futuro non più come un’incognita, ma come un vecchio nemico che concede la rivincita ogni mattina.
L’unico rischio però è quello di fare come spesso mi accade nei viaggi, specie in quelli in macchina. Trovi un posto carino, però magari non è la location perfetta, allora continui e prosegui, ne guardi altri e altri ancora, scartando gli alberghi per un difetto o per l’altro e poi si fa buio e comprendi che ogni alloggio vale l’altro, e devi ammettere che il primo era il migliore. Ma ormai è troppo tardi per tornare indietro.
E si finisce come un personaggio da racconto, sul viale del tramonto a narrare la sua storia a un giovane discepolo che gli chiederà: “Ma perché tutto quel tempo sprecato fra voi? Perché la vita è così orribile?” E lui risponderà solo: “Perché è così e basta”
sabato 6 dicembre 2008
Leggermente
Dicono che le donne che leggono siano pericolose.
Però il pericolo fa battere il cuore e mette addosso adrenalina.
La dida di questa foto dice anche: Donne e libri: le due cose da portarsi a letto...l'importante è non confonderle
Foto di cacciaramarri
martedì 25 novembre 2008
In fila per tre con il resto di due
Anche loro come me sono in fila davanti l'ufficio delle emozioni smarrite
Foto Piccioni in fila di polette2
martedì 18 novembre 2008
Eterni fanciulli
Gli uomini sono dei bambinoni, è inutile negarlo.
Ci proviamo, li innalziamo al ruolo di confidenti, amanti, protettori ( nel senso di cavalieri pronti a difenderci), di eroi a cui ci affidiamo indifese e ingenue, speriamo che il loro arrivo, la presenza ci ripaghi dei bocconi amari, delle delusioni che altri prima di loro ci hanno inferto. Ne facciamo dei principi azzurri e invece sono quasi sempre ranocchi. Simpatici, spesso goffi, buffi e divertenti, ma ranocchi.
In fondo a guardare i principi in circolazione, W i ranocchi. Emanuele Filiberto non me ne voglia, ma urlerò “Ranocchio” finchè avrò voce. E se non funzionasse continuerò anche in altre lingue: Frog (inglese), grenouille ( francese) , rana (spagnolo), лягушка (russo), râ ( portoghese).
Però più di tutto sono in cerca di giocattoli, da una vita e per la prossima a venire.
Giocano con le macchine, con le bambole – specie le bionde Barbie- con la playstation, con il pallone, con la vela, il rugby, la corsa, con qualsiasi sport gli venga in mente, anche il badgminton, ma sempre rapiti dalla loro passione. Come una febbre da cui non guariranno mai. E’ inutile volerli diversi, ci piacciono per questo.
Per quella smorfia sul viso, per gli occhi incollati al televisore, perché puoi presentargli Monica Bellucci in sottoveste, ma se gioca la loro squadra, sono ipnotizzati, puoi persino confessargli un adulterio, tanto ti diranno sempre: ok.
Non ascoltano, di base non lo fanno mai, però in questi momenti è escluso avere una presenza logica, non dico lucida, ma almeno un singolo istante di logica.
In quel loro essere bambini, in quell’inseguire per sempre il “fanciullino” pascoliano risiede il fascino. Smettiamola di ripeterci che vogliamo uomini diversi, questi sono gli unici sul mercato, gli unici capaci di farci battere il cuore.
Uomini con il peluche accanto.
Capaci di intenerirci e innervosirci selvaggiamente nello stesso istante.
Anche se davanti a Silvio e il cu cu ad Angela Merkel veramente non so più che pesci pigliare.
Va bene uomini infantili, però quando è troppo è troppo.
L’unico pensiero che mi viene è che voglio correre ad abbracciare Obama, bello, giovane e abbronzato.
Lui il cu cu mi sa che lo fa a Michelle, “the love of my life” come l’ha chiamata nel suo discorso post vittoria. E mi auguro rigorosamente in camera da letto, in attesa di utilizzare lo studio ovale. Che di giochi, come è noto, ne ha visti molti.
Foto He dreams alone di Fotorita

